martedì 29 dicembre 2009

Cupcake con laticello e cuore di cioccolato bianco e nocciole e AUGURI DI SERENO E GIOIOSO 2010



Il nuovo anno si avvicina. Più che un nuovo anno è un nuovo decennio.
Ve lo dico subito, il mio 2009 è stato molto problematico. Problemi di vario tipo, problemi da risolvere di continuo, problemi qua e là.
Si...per carità ...ci sono stati anche degli eventi piacevoli... ma è stato un anno in salita, ripida, molto ripida, come quando sono salita sul Coldai con le scarpe da ginnastica, uguale (e che volete, nella Pampa sono nata, io).
Come vi ho già detto, il Natale mi riscalda il cuore, è la mia celebrazione preferita. Il Capodanno invece lo sento come una data d'introspezione, e quest'anno lo sarà ancora di più.
Festeggerò comunque con tanti amici, insieme a tutti i nostri bambini, porterò sicuramente un croquembouche e qualche altra cosa che devo ancora decidere, ma sarò concentrata sulla positività e un afflusso di forza e concretezza ancora più grande che vorrei avere dentro di me.

Concrete davvero sono questi cupcakes, complice un regalo di Natale dei miei bimbi (netto messaggio subliminale).


Ricetta perfettissima, il risultato sono delle tortine morbidissime.
Hanno una lavorazione completamente diversa rispetto ai muffins, e sinceramente, anche il risultato lo è.
Ho fatto qualche variante, la ricetta originale prevedeva l'estratto di vaniglia, io ho messo 1/ baccello. Prevedeva anche le goccie di cioccolato bianco, io invece avevo un ottimo cioccolato bianco con le nocciole e, tagliati a piccoli quadretti,  li ho messi al centro del cupcake a crudo. Il risultato è un cuore cremoso di cioccolato bianco e nocciole che mi ha molto soddisfatto.

125 g. di burro ammorbidito
170 g. di zucchero semolato finissimo
2 uova grandi
1/2 semini di baccello di vaniglia ( 1 cucchiaino di estratto)
250 g di farina autolievitante
125 ml di laticello
150 g di cioccolato con le nocciole tagliato a quadretti (o 200 g di goccie di cioccolato bianco)

Riscalda il forno a 170°C e rivesti 12 stampini per muffin (a me sono venuti 16).
Sbatti il burro con lo zucchero fino a che diventa chiaron e cremoso. Unisci e uova una a una, l'estratto di vaniglia sbattendo sempre.
Aggiungere la farina poco alla volta alternando con il laticello.
Distribuire l'impasto nei pirottini riempiendole sino a 3/4 e depositare in mezzo un quadrattino di cioccolato coprendolo con un po' di impasto.
Inforna le tortine per 20 min.


 P.S. Se non fosse che questi cupcakes sono destinati ad  un incontro pomeridiano di studio (sseeehhh!!!) tra bambini avrei aggiunto un pizzico di pepe rosa;)

domenica 27 dicembre 2009

Pere al Barolo, the e spezie



Il Natale è passato e, come ogni anno, mi manca già, eh si, perchè la  festa che mi scalda davvero il cuore è il Natale.
Il capodanno invece è una specie di sfida con me stessa, nel senso che fisso degli obiettivi, di come potrei essere migliore persona in tutti i ruoli che svolgo nella mia vita, di come potrei smussare i miei spigoli...
Intanto vi lascio la ricetta semplice semplice di queste pere che da parecchi anni faccio per il pranzo di Natale.
Il sapore e pieno, speziato ma squisitamente delicato.
E' importante usare un vino di buona qualità il quale fa davvero la differenza di questo semplice dessert.
Di solito le sbuccio ma quest'anno (mi credete!!??) tra diversi pensieri: idraulico, impegni e poco tempo, mi sono dimenticata!!! Ma non sono venute affatto male:)
La ricetta che vi darò è basata sulle quantità che faccio io, un pò' a occhio;)

15 pere Kaiser piccoline
5 cucchiai di zucchero
5 cucchiai di zucchero demerara
1 l. di Barolo di buona qualità
4 stecche di canella
10 chiodi di garofano
2 cucchiaini di the nero speziato messo dentro un filtro ad immersione
buccia di 1 arancio
succo di un arancio
buccia di un limone

Versare il vino in una pentola che contenga le pere, possibilmente strette, altrimenti dovrete inserire tra pera e pera della carta cucina che le contenga e le tenga ferme in modo che il picciuolo sia sempre fuori dal liquido di cottura bollente senza che le pere si rovescino. aggiungere gli zuccheri, il succo di un arancio e mescolare un po'.
Bisogna tagliare la base delle pere in modo che stiano in piede e, se lo volete, sbucciare e togliere il centro con un levatorsolo senza arrivare in cima alla pera ma togliendo semplicemente la parte centrale con i semi.
Adaggiare le pere nella pentola, e aggiungere tutti gl altri ingredienti.
Portare a bollore e cuocere a fuoco basso per 45 min- 1 ora finchè sono tenere ma non spapolate! devono mantenere una struttura.
Ritirare le pere e ridurre il fondo di cottura se necessario fino ad adensamento.
Filtrare lo sciroppo ottenuto, riadaggiare le pere nella pentola e lasciare una notte in frigo.
Servire tiepide con una pallina di gelato fiordilatte o panna.



venerdì 25 dicembre 2009

Buon Natale



Un Augurio di Sereno e gioioso Natale per tutti Voi
A presto
Patricia


martedì 22 dicembre 2009

Blinis



Pretenzioso?? Ok, ma vi devo raccontare una storia.
Io sono una figlia degli anni '80 e per questo piatto nutro molto affetto, passo a raccontarvi: mio padre amava il caviale ed essendo, per passione  il proprietario di un ristorante a Buenos Aires, a casa se ne vedevano di tutti i colori: rane, lumache, brodo di tartarughe, fois gras canard o Perigord che fosse, champagne e... caviale.
Caviale che veniva mangiato anche la Domenica a colazione con, appunto, i blinis e in seguito le crepe suzette (potete capire...!).
Di anni ne sono passati, e mio padre non c'è più da un pezzo ma io, per Natale o capodanno faccio i blinis (e ogni tanto anche le crepe suzette).
Chiaramente i tempi sono cambiati e, sinceramente quello che vedete sopra la creme fraiche (grazie Babuska!) non è caviale ma uova di lompo (si papà, lo so che non capisci, ma qui i tempi sono cambiati... la crisi...hai presente??) uova di lompo, dicevo prese da Ikea, che per il mio umile palato può bastare, ma questa tartina dorata, con questa cremina bianca sopra e quelle perle nero-grigiastre.... che volete... mi fanno venire tanti bei ricordi
La ricetta è un po' lunga, nel senso che bisogna aspettare le lievitazioni, ma Domenica ho preso l'inserto cucina del Corriere della Sera e ho trovato questa ricetta senza lievito che è venuta perfetta (toglierei il pizzico di sale, però), eccola:

100 g di farina bianca
50 g di farina di grano saraceno
1 tuorlo
3 albumi
2 cucchiaini di lievito
una presina di zucchero
una presa di sale
150 ml latte tiepido
100 ml di yogurt
panna acida
caviale o uova di lompo

Unire il latte allo yogurt, incorporare le farine setacciate con il lievito e poi il tuorlo. Aggiungere il sale e lo zucchero e mescolare bene.
Montare gli albumi a neve e incorporarli al composto precedente con cucchiaio di legno dando area. Lasciare riposare 30 min.
In una teglia antiaderente, imburrate se necessario e versate il composto a cucchiaiate (mi piacciono molto piccoli), quando compare la prima bollicina, girate (attenzione perchè cuociono subito.
Guarnite come più vi agrada.
Domanda: ci sarà una teglia per fare i blinis tutti uguali???!!

Con questo vi faccio a tutti i più dolci auguri di un Natale davvero sereno e gioioso:)) A presto!

PS: E adesso corro perche ho il bagno principale allagato e aspetto l'idraulico come il mio innamorato nei tempi migliori!! (vi ricordate l'idraulico di "baby boom"?, ecco è uguale)
Baci:))
Pat

sabato 19 dicembre 2009

Torta fondente al cioccolato



Oggi ho avuto un risveglio magico. Lo so che avete indovinato... nevicava e la vista da casa mia era una città completamente bianca.
Questa mattina mi sono svegliata spontaneamente alle 5.30 ed ho assistito a questa meraviglia, ho sentito dentro di me il ritmo lento e ovattato che la neve mi impone. Volevo godermi questa mattina bianca di silenzio e ho deciso di farmi il capuccino e pensare ai prossimi giorni di Natale, di pensare a me come persona, come moglie, come mamma... osservavo la neve che cadeva fitta, e pensavo -vorrei essere leggera come la neve che fluisce morbida, che cade a terra trasportata dal vento, senza calcolare ogni cosa, senza forzare situazioni o persone, cercando di modellarle a mio piacimento o convenienza-.
Naturalmente ho fatto subito una torta per la colazione ed un paio di altre cose che vi racconterò nei prossimi giorni.
Finita la torta,  l'ho tagliata a quadrotti irregolari e ho creato una montagna con lo stambecco di mio figlio e, naturalmente anche li c'era la neve.
Questa mattina dovevo fare le foto del  matrimonio in Comune di una mia amica, quindi ho fatto il percorso a piedi da casa mia fino in Comune e, avendo la macchina fotografica appresso, ho scattato diversi scorci di Padova, che era davvero bellissima, avvolta da una luce speciale.



Ma passiamo alla torta. La ricetta l'ho presa in una delle schede di cucina che un'editoriale mi ha mandato in regalo (pensate...!!!) aggiungendo zest di 2 arancie (perchè mi piace). A volte la faccio con cannella in polvere o zenzero, o un po' di peperoncino... insomma l'aroma che vi inspira di più in quel momento.

200 g di cioccolato fondente
4 uova
200 g di burro
150 g di zucchero
2 cucchiai di farina
1 pizzico di sale
zest di 2 arancie

Sciogliere il cioccolato a bagnomaria. a parte sciogliere il burro.
Sbattere i tuorli con lo zucchero fino a farli diventare bianchi, aggiungere il zest d'arancia, la farina, il cioccolato e il burro fuso. Montare a neve gli albumi. Incorporare delicatamente gli albumi alla crema con cucchiaio di legno e movimenti dall'alto al basso.
Versare il composto in una teglia imburrata a cerniera , portare in forno a 180° per 20-25 min.
L'interno della torta deve essere morbido. Qui la prova dello stecchino non funziona, se questo è asciuto vuol dire che la torta e troppo cotta!!





venerdì 18 dicembre 2009

Patè rustico [di casa mia]



Tra una recita di Natale, una pizza di fine anno, regali per le maestre ecc, arrivo qui al volo per darvi questo piccolo aperitivo (è l'ora giusta!!:).
Veramente non ero sicura di postare questa ricettina, ma dopo ho pensato che in fondo questo è un mio quaderno di cucina e questo è un patè che faccio spesso perchè mi piace molto (per dire, immaginate qual è stato il mio pranzo di oggi?).
Niente di complicato, anzi molto semplice, fatto con i fegattini di pollo. Lo realizzo sempre a occhio ma questa volta ho misurato tutto in modo di poter scriverla qui.
Prima di darvi la ricetta elenco qualche premessa:
Mi piacciono le frattaglie.
Ho sempre mangiato foie gras fino a che un paio d'anni fa, ho visto un filmato su come trattano le oche destinate a questa pietanza.
Non sono animalista e porto massimo rispetto per chi lo è, mangio assolutamente di tutto e assaggio cose nuove molto volentieri, ma onestamente ripiego per questo patè che comunque mi piace... mi va bene così insomma.
Perfetto da spalmare su pane o inventarvi qualsiasi antipastino vogliate (ad esempio con le mele in crosta), a prova di amici innatesi per l'aperitivo!!:)

500 g. di fegattini di pollo
2 spicchi d'aglio
mezza cipolla trittata
olio q.b. (per soffritto)
1/2 tazzina da caffe di cognac
2 cucchiai di prezzemolo trittato
2 cucchiaini di miele (io ho messo miele di castagno)
40 g di burro freddo tagliato a dadini

Fare un soffritto dorato con l'aglio e la cipolla, aggiungere i fegattini già  puliti e cuocere 10 min a fuoco medio girandoli ogni tanto, aggiungere il cognac, il miele e il prezzemolo. Far cuocere senza coperchio a fuoco basso. A cottura raggiunta lasciar raffreddare.
In un mixer versare i fegattini con il fondo di cottura (ritirate l'aglio)  e il burro. Mixate fino a che gli ingredienti diventano omogenei. Tenete 1 notte in frigo.





mercoledì 16 dicembre 2009

Marmellata di cedro e zenzero



Rovistando nella dispensa delle confetture (ai fini di fare dei pensierini per Natale), ho trovato questa marmellata di cedro e zenzero.
L'ho fatta un mese fa più o meno, con dei cedri Liscio Diamante che mi ha portato una mia amica.
I cedri si raccolgono in  tardo autunno, quindi penso che se decidete di farla, potete ancora trovarli.
Questa marmellata ha una consistenza molto sostenuta grazie alla presenza di parecchio zucchero che io ho diminuito, aumentando invece  la quantità di zenzero,  comunque il risultato è molto denso considerando che ci sono anche i pezzetti di cedro.
Il gusto è molto spiccato  rinfrescante e astringente, si sente proprio la presenza del cedro che rimane in bocca (l'ho appena assaggiata) anche dopo. Il sapore dello zenzero invece è percepito soltanto come una sfumatura finale.
La ricetta è molto semplice ma un po' lunga, nel senso che va realizzata in 4 giorni :

1 kg di cedri già puliti e tagliati a pezzettini
700 g di zucchero
100 g di zenzero gratuggiato
chiodi di garofano, 2 se vi agradano (io non li ho messi)

Iniziate la mattina, coprendo i cedri gia puliti e tagliati (con la polpa e senza i semi) con acqua. Cambiate l'acqua 2- 3 volte. La sera fatte bollire 7 minuti i cedri in acqua nuova, scolate e coprite nuovamente d'acqua.
Il giorno 2 fatte la stessa cosa del giorno prima. Il giorno 3 scolateli, aggiungete lo zucchero e lo zenzero, mescolate bene e coprite i cedri con acqua aggiungendo diciamo 1-2 dita d'acqua in piu. Portate a ebollizione e fate bollire 15 min.
Il giorno 4 fatte bollire ancora fino a che prende consistenza di marmellata (fate la prova del piattino).
Riempite dei barattoli di vetro sterilizzati con la marmellata ancora calda, coprite e create il sottovuoto rovesciando il barattolo.
E buonissima abbinata ai formaggi duri o erborinati.

lunedì 14 dicembre 2009

Biscotti di Natale #2 [ovvero tutte insieme a fare biscotti]



Che bella Domenica abbiamo passato.... pensate che Carola è già da un po' di tempo che ha in mente questa giornata e, da meravigliosa padrona di casa, ci ha organizzato e accolto nella sua cucina (da favola), dove ognuna ha trovato il proprio posto e realizzato i propri biscotti.
Vi racconto, ci siamo trovate: Carola naturalmente, di casetta delle pesche, Barbara di Babuska Cooking, Roberta di Cobrizoperla ed Elisabetta Pane e Miele.
La giornata è trascorsa allegramente tra argomentazioni di carattere  culinario, chiacchiere, deliziosi antipastini, pranzo vegetariano ma davvero goloso e tanti impastamenti... ma che biscotti abbiamo sfornato ieri?:

Frolle Natalizie di vetro (Barbara)
Piccoli frollini di Natale (Barbara)
Biscotti cioccolato e pistacchi (Carola)
Ovis Molis con marmellata di pesche(Carola e Elisabetta)
Torroni con frutta secca, fichi e semini vari (Roberta)
Cake miele e spezie (Elisabetta)


Dico subito che a grande richiesta ho dovuto fare alfajores, dato che queste signore li hanno assaggiato alla presentazione del libro di Sigrid, e non se ne sono mai scordate.



Nelle foto vedete i morbissimi ovis molis, e qui sopra, in primo piano i biscotti cioccolato-pistacchi di Carola e  diverse mani all'opera.
Non mi succedeva da tanto trovarmi con persone così gradevoli, belle grandi signore tutte quante, potendo parlare della cosa che più ci appassiona: la cucina.
E dico che non mi succede spesso perchè le mie amiche non cucinano, o meglio cucinano se lo devono fare, ma se per caso parlo di cucina o di un cibo-scoperta mi guardano con un filo di noia... e allora mi metto a taccere e parliamo d'altro (che tanto di temi ce ne sono una infinità).

E allora Grazie Carola, Barbara, Roberta ed Elisabetta, spero di poter passare del tempo con voi  molto presto!:))
Oggi sono solo chiacchiere, ma  domani ricettina!!



sabato 12 dicembre 2009

Dolcetti di Santa Lucia




Volevo assolutamente fare questi "occhi di Santa Lucia" dato che domani è 13 Dicembre, appunto il giorno di Santa Lucia.
Immagino che sappiate alla perfezione il rito che avvolge questa giornata, in alcune regioni d'Italia e, soprattutto, nei paesi del Nord Europa. Mi piace moltissimo fare nostra questa giornata, qui a casa mia (ma pensa che dovevo nascere nel cono più al Sud del mondo per avere questi gusti!!).
Ed ecco che dopo pranzo ho predisposto tutto e ho iniziato questa preparazione (quanto è bello impastare con il lievito!),  ho calcolato tra lievitazioni varie e minuti di forno più o meno 3 ore, e così è andata. Solo che al momento delle foto era già buio e quindi le foto sono quello che sono insomma (non che con luce fossero meglio ma vabbè).
Ricetta perfettissima, questi panini sono una tenera briochina dall'intenso color giallo grazie allo zafferano che è un ingrediente caratteristico della preparazione.

E allora mani in pasta... ecco la ricetta:
500 gr di farina
70gr di zucchero
1,5 gr di zafferano in polvere
1 presa di sale 
100 gr  burro fuso
1 uovo
220 ml di latte tiepido
20 gr di lievito fresco
1 tuorlo per spennellare
Uva passa o chicchi di caffè q.b.
Zuccherini per la superficie (se vi agrada)

Setacciare insieme farina, zucchero, zafferano e sale.
Sciogliere il burro e lasciar intiepidire.
Scaldare il latte senza farlo bollire, una volta tiepido aggiungere il lievito fresco sbriciolato e l'uovo sbattuto, versare sulla farina a vulcano, aggiungere il burro e impastare fino ad avere un impasto liscio.
Coprire e far lievitare al caldo 1 ora. Impastare nuovamente e far lievitare 30-45 min.
Accendere il forno a 190°
A questo punto dividere l'impasto in 9 o 10 parti, estendere con le mani in modo di formare un cilindro lungo e arrotolare da destra verso il basso fino alla metà e da sinistra verso l'alto fino a che questa spirale s'incontra con l'altra (osservate la foro e capirete). Disporre su una placca da forno e lasciar lievitare al caldo e coperti da un canovaccio altri 20 min.
Spennellare con il tuorlo e in mezzo ad ogni spirale incastrare un'uva passa o un chicco da caffe (sono gli occhi di S. Lucia),
Infornare per 20-25 min. sino a vederli belli dorati. Lasciar raffreddare su una griglia.

Non sono particolarmente dolci. Mi piacciono molto con una fettina di prosciuto e una bella tazza di Lapsang Souchong, oppure con della buona marmellata e un the all'arancia e cannella... ok... ebbene si... anche con la cioccolata calda!!!
Felice giornata di Santa Lucia a tutti:))

giovedì 10 dicembre 2009

Alfajores de maicena (e un cuginetto gaucho-Giap)



Il Natale è alle porte, ho l'agenda piena di cose da fare, amici con i quali mi voglio incontrare, impegni con la scuola e chi più ne ha più ne metta.
I primi giorni di Dicembre sono tutto sommato rilassanti, si tratta solo di decorare la casa per l'occasione e creare l'atmosfera giusta... un gioco da ragazzi. In questo periodo inizia la vera corsa... in questi giorni non vedo l'ora di andare alla Messa della Vigilia, dove si coglie la serenità e lo spirito vero del Natale... non trovate (naturalmente per chi ci crede) che sia così?
Intanto questo post era già segnato nella mia lista, ed eccolo qui! Passo ad illustrarvi...
L'alfajor de maicena e un tipico dolcetto argentino, la classica merenda dei bambini e una golosità per gli adulti. Di alfajores ce ne sono tanti tipi: marplatenses, santiaguenos e via dicendo.
Questi sono i classici, quelli che non cambiano, ripieni sempre di dulce de leche, il biscotto è friabile, sabbioso e leggero grazie alla maizena.
Ultimamente ho visto tante ricette di alfajores de maicena nei diversi blog... io continuo a fare questa che è la mia ricetta, non perchè pensi che le altre non siano valide... ci mancherebbe, ma solo per il fatto che sono abituata a questa, che penso provvenga da un ricettario anni '70 della Maicena o della Royal (lievito in polvere), la memoria mi tradisce...

Allora ecco la ricetta:
200g. farina
300 g. maizena
2 cucchiaini di lievito in polvere per dolci
½ cucchiaino di bicarbonato
250 g. burro (temperatura ambiente)
150 g. zucchero
4 tuorli grandi
1 ½ cucchiai di cognac
Zest di un limone grande
Dulce de leche (per riempire lo alfajores faccio un dulce con 350 g di zucchero. Stessa procedura)
Cocco grattugiato

Sbattere il burro con lo zucchero, aggiungere i tuorli 1 a 1, il cognac e il zest.
Setacciare gli ingredienti asciutti e sul banco della cucina fare l’impasto senza impastare.
Avvolgere in pellicola e lasciare almeno 2 ore in frigo (io lo lascio tutta la notte).
Ritirare 1 ora prima, stendere con il mattarello la pasta a ½ cm. Tagliare cerci di 3-4 cm di diametro. Mettere in forno a 190° per aprox. 10 minuti (devono mantenersi chiare e non dorarsi).
Lasciar raffreddare su una griglia.
Unire i biscotti con il dulce e passare i lati sul cocco grattugiato.




Voi mi chiederete, chi è quel piccolo alfajor verde??
Dato che ho fatto anche la confettura al matcha (che devo dire, ogni giorno mi piace di più) ho riempito con questa degli alfajores al the matcha .
E' molto semplice: al momento di sbattere il burro con lo zucchero, aggiungete un cucchiaino raso da the, di matcha, questo è tutto.
Sono davvero profumatissimi, come dicevo prima... il cuginetto gaucho-Giap.
Inutile dire che sono, insieme a biscottini tipici, confetture,  tartufi al cioccolato preparati in infinità di modi...anche un ottimo regalo per Natale!!
Spero vi piacciano;))


lunedì 7 dicembre 2009

Confettura latte e matcha


SiSiSi, avete letto bene. Vi spiego: causa malattia, questo weekend lungo siamo a casa; i bambini scalpitano, ad un certo punto mi comunicano che vogliono andare dalla nonna (mi illumino!!) ma poi penso che la nonna è appena arrivata da Milano e forse sarà stanca.... nononooo Patricia...che bello....portameli.....come sono contenta!!!! (veramente anch'io!!!!).
Ok, è andata, i bambini  preparano le loro baby 48 ore e li portiamo al Lido. Prima di partire riordino tutto con massima cura in modo che al mio rientro io possa ritrovare la quiete....la calma....l'equilibrio.... l'ispirazione....IL SILENZIO (non trovate che a volte è bellissimo stare in silenzio?).
Marito crolla a letto in preda all'influenza... sono davvero sola, nessuno mi chiede niente, nessuno mi chiama.... è il momento di fare questa confettura matcha che da 3 giorni mi ronza in testa. La ricetta l'ho trovata dalla bravissima Tart'in & chocolat ma arriva dalla mitica Aoki che come sapete realizza dei dolci con ispirazione Giapponese ma assolutamente occidentali.
Osservo attentamente la ricetta e scopro che questa confettura altro non è che un dulce de leche con  Matcha.
Ok, mi dico, ce la posso fare, che in fondo di confetture fatte col latte sono specialista. Mi permetto di modificare leggermente la ricetta, perchè scusate ma qui il bicarbonato ci vuole, che diamine!!
Perfettissima, un concentrato di matcha, molto dolce ma veramente da provare.
Per me è la confettura gaucho-giap per eccellenza (anzi, l'unica).


600 ml di latte intero
250 g. di zucchero
1/2 cucchiaino (da caffè), di bicarbonato
2 cucchiaini (da the) di matcha

Per prima cosa vi consiglio di mettere insieme zucchero, bicarbonato e matcha e setacciare un paio di volte, altrimenti rimangono dei piccolissimi grumi di matcha. Versare in una pentola il latte e aggiungere gli altri ingredienti, mescolare bene e lasciar sobbollire per 1/2 ora mescolando ogni tanto. Il principio è lo stesso del dulce de leche, quando oscurisce, diventa un liquido un po denso e mescolando si vede il fondo della pentola, la confettura è pronta. Come con il dulce de leche, lasciarlo tutta la notte in frigo in modo che acquisti consistenza. E voilà!!

Naturalmente sono degli ottimi doni di Natale, magari a qualche parente o amico amante del Giappone e della pasticceria (io ne ho uno che ha tutti i requisiti!!!).


sabato 5 dicembre 2009

Biscotti di Natale # 1: le frolle



Si parte con la produzione di biscotti di Natale! I vari biscottini di Natale sono il mio classico dono per l'occasione (insieme a dulce de leche, confetture e tartufi cioccolatosi). E' importante certamente la confezione,  infatti accumulo una quantità di scatoline, lattine, cestini e barattoli di vetro con etichette fatte da me,  riguardo ai barattoli di vetro devono essere di "bocca larga" in modo che prenderli non sia una missione impossibile.
Inizio con le frolle, non perche siano quelle che mi piacciono di più, ma perchè in questa casa sono graditissime proprio queste.
Ieri, quindi, mentre fuori pioveva a catinelle (che sia chiaro, amo impastare mentre fuori piove!) ho iniziato a dare forma ai biscotti.


Inutile dire che ho lottato come un moschettiere per diffenderli fino a questa mattina che dovevo fotografarli, che questa è una famiglia di golosoni!!
La ricetta è questa, presa dal libro Merry Christmas, di Csaba. L'ho provata l'anno scorso e per i biscotti va molto bene, invece per le torte ne faccio un'altra (prossimamente...).

Per 30 biscotti:
440 g di farina
140 g di zucchero
250 g di burro
zest di 1 arancio (la ricetta indica 1/2)
zest di 1 limone
1 uovo intero
1 tuorlo

Mescolare in una ciotola la farina e lo zucchero, aggiungere il burro tagliato a cubetti, le scorze gratuggiate e per ultimo l'uovo e il tuorlo. Impastare con la mano fino ad avere una pasta liscia ed omogenea. Avvolgere in pellicola e lasciar riposare in frigo circa 1 ora (io dico almeno una notte).
Spolverare il banco della cucina con farina e con un mattarello stirare la pasta e tagliare le formine desiderate e infornare a 180° per 10-12 minuti.
Decorarle con la glassa, perline argentate o quello che più vi aggrada.


 
Noi abbiamo appeso qualche biscotto sull'albero di Natale, mmmhhh non so quanto dureranno!!!;)))


mercoledì 2 dicembre 2009

Facciamo i pomander??!!


E' Dicembre e la casa si veste di Natale.
Domenica scorsa abbiamo fatto l'albero di Natale con i bambini, abbiamo tirato giù tutte le decorazioni, non solo dell'albero ma anche quelle per la casa.
Inmancabilmente è nata la mia domanda: FACCIAMO I POMANDER??!! SSIIIIIIIII!!!! rispondono i bimbi, e io contenta inizio a pregare perchè tutto vada liscio. Metto, naturalmente,  le canzoni  di Natale (io volevo Frank Sinatra, i bimbi il coro dell'Antonianum -mi pare giusto- Antonianum sia!). Tutti contenti ci mettiamo intorno al tavolo, distribuisco le arancie e i chiodi di garofano a ognuno. Carla esprime il suo desiderio di realizzare  la faccia di Babbo Natale....  Ricky farà un'altra faccia anche-se-lui-voleva-fare-Babbo... continuo a pregare....
Dopo un pò ognuno degli angioletti inizia a guardare il pomander dell'altro: ma anch'io lo volevo fare cosiiiì!! ma lei ha più chiodi di garofanooooo!! mamma...maperò a me fanno male le diiitaaaa!!!..."çò@§§§§+*
Ok ci risiamo... finisco da sola la sera a fare i miei pomander e sento nell'aria quel bel profumo d'arancia e chiodi di garofano... è proprio i profumo del Natale.



Questi pomander si possono fare anche per appendergli nell'armadio una volta secchi, come fanno nei paesi nordici, in teoria tengono lontane le tarme. Io non lo faccio, insomma questo profumo mi piace molto ma non sui vestiti!!
La procedura di realizzazione, come avete intuito è semplice: create con un pennarello un disegno sull'arancio, linee che dopo coprirete  con i chiodi di garofano, può essere astratto (tipo una palla di Natale) o figurativo (una renna o Babbo Natale). 

Finalmente i pomander sono in bella vista al centro della tavola, componendo un insieme natalizio.

PS: mio marito ha mangiato due arancie-pomander... Davanti al nostro sguardo stupito-infuriato e ai nostri NNOOOO!!!! detti all'unisono, lui ci ha guardato (stupito-sorpreso) chiedendo perchè mettiamo  "QUESTE ARANCE" (???!!!) a tavola se non si possono mangiare (???!!!). Senza parole....aroma di casa!!!!

lunedì 30 novembre 2009

Polpettine di pollo arrosto [o di come riciclo gli avanzi]



Allora, la bravissima Babs,  compagna di piazzetta da Sigrid, mi ha dato una inspirazione: le polpette del riciclo. Lei ha realizzato i mondeghili, polpettine milanesi a me sconosciute, fatte con avanzi di lesso o arrosto.
Ora bene, questa mattina riorganizzando frigo, casa dispensa e vita (il Lunedì mattina sono più stanca che Venerdì sera), trovo un reperto di 1/2 pollo arrosto di 3 giorni fa, che faccio??? le polpette!!!
Come dicevamo con Stefano Buso, che gentilmente è venuto a trovarmi, le polpettina di pollo cotto è uno dei tipici cichetti che si trovano a Venezia, e come ho già detto, le polpettine preferite di mio marito (a Venezia nato...).



Allora, siccome il pollo è arrosto, il lavoro è veramente semplice: sapore e aroma, nonchè salatura, ci sono.
Potete accompagnarle con il purè, potete farle piccole da finger oppure le classiche polpettone come vedete qui sotto


La ricetta è troppo semplice: disossare il pollo, mettere nel mixer con un rametto di aromi a piacere e ridurre a purè, aggiungere un uovo grande e 1 1/2 cucchiaio di pan grattato (fatto in casa fa la differenza). La consistenza deve essere morbida ma non deve a attacarsi alle mani. Inumidire le mani e fare le polpette, passare per il pangrattato e friggere normalmente.

P.S. oggi ho preso il faretto di mio marito, e mi sembra che, nonostante i limiti fotografici della sottoscritta, la luce sia già diversa. Da notare, giornata buia che più buia non si può!

sabato 28 novembre 2009

Torta cremosa con le pere



Questa torta è stata una vera scoperta. Il suo sapore è delicato e la consistenza soffice.
Mi è venuta voglia di farla dato che la mia amica Bea mi ha chiesto la ricetta di qualche torta con le pere ma senza la cioccolata, è così, oggi la accompagno con un te speziato alla canella e arancia che mi piace molto in inverno.

Per una tortiera apribile 30cm
4 pere (meglio decana)
6 tuorli
150 g. zucchero
150 ml latte
150 ml panna fresca
3 cucchiai di farina di mandorle
1 baccello di vaniglia
50 gr. di mandorle sfilettate
Pasta frolla (quella vostra)

Stendere la frolla nello stampo con il bordo bello alto (più o meno 3 dita di altezza), fare dei bucchetti sul fondo con una forchetta (meglio ancora le palline di ceramica per cottura) e cuocere in bianco, cioè a metà cottura (diciamo 180° per 10-15 min.). Intanto sbucciare le pere e tagliarle a fettine sottili.
Preparare una crema sbattendo i tuorli con lo zucchero fino a che diventino chiari, aggiungere il latte e la panna, i semini del bacello di vaniglia e la farina di mandorle. Incorporare bene sbattendo ancora un po. la consistenza di questa crema è quasi liquida.
Disporre le fettine di pere sulla frolla a forma di ventaglio, versare la crema e spolverare con un po di granella di mandorle.
Cuocere a 180° per 30-40 min. (io l'ho lasciata asciugare ancora 20 min a forno spento, vedete voi).
Togliere dal forno e aspettare che si raffreddi prima di toglierla dallo stampo.

giovedì 26 novembre 2009

Tutta la leggerezza dell'Angel Cake


Siamo quasi a Dicembre, è quasi Natale. So che è banale dirlo, ma in questo periodo, nonostante il tempo griggio e freddo, sono felice. Celebro il Natale con grande gioia.
Con i bambini è tutto un preparare, sognare progettare ed immaginare ascoltando sempre le canzoni di Natale che ci danno l'atmosfera giusta.
Le coperte di lana sono già su divani e  poltroncine, i cuscini cambiano vestito: lana, feltro e pelliccia ecologica ci riscaldano acoccolati tutti in divano a parlare della nostra giornata (mentre la pace dura....che non crediate che siamo la famiglia del mulino bianco!!).
Questo fine settimana io e i miei angioletti  faremo l'albero di Natale e decoreremo la casa con vischio, stelle di natale, candeline e lanterne tra tante altre cose.
In onore ai miei angioletti (???!!!!)  vi do la ricetta di una torta leggera- leggera, assolutamente senza grassi, è fatta con albumi, zucchero e farina.
Sono tanti anni che la faccio, a mia figlia piace moltissimo (adora i cibi bianchi). Dalla ricetta originale con il tempo ho fatto parecchie modifiche e il risultato è sempre perfetto. In sostanza ho diminuito la quantità di  zucchero e anche quella di farina.

12 albumi
200 gr di zucchero 1 1/2 di cremor tartaro
150 gr. di farina
1 cucchiaino di lievito per dolci
estratto di vaniglia o i semini di un baccello
essenza di mandorle (se vi piace)

Riscaldate il forno a 180°.
Sbattere a massima velocità gli albumi con il cremor tartaro e il pizzico di sale, una volta ben ferme aggiungere poco alla volta lo zucchero sbattendo sempre, dopo la vaniglia e l'essenza di mandorle.
A questo punto incorporate la farina setacciata con il lievito e incorporate con movimenti avvolgenti sino ad avere un composto liscio.
Versate il composto in uno stampo imburrato e cuocete a 180° per 20-30 minuti fino a che vedete la superficie dorata (ma non troppo) e bella gonfia. Fate anche la prova dello stecchino. Se la cuocete troppo si sgonfia e diventa meringata!!

mercoledì 25 novembre 2009

Dulce de leche home made


Insomma, la mia prima ricettina non poteva che essere il dulce de leche.
Confettura di latte ambitissima in rete, vi do la mia ricetta che ho modificato con il passare degli anni alleggerendola di zucchero in modo notevole. Il risultato è ottimo, con un sapore meno dolce e più delicato, una consistenza più cremosa e un colore che ci ricorda che il latte c'è!!.
Il dulce de leche è indubbiamente argentino, anche se esiste qualche ricetta proveniente dalla Normandia chiamata appunto confiture de lait (mai assaggiata).
Poi ci sono le caramelle mou che mi ricordano la Svizzera (prossimamente vi darò la ricetta), e chiaramente los alfajores de dulce de leche che, sicuramente sarà uno dei prossimi post.

1 litro di latte intero alta qualità
260 grammi di zucchero
1 cucchiaino raso di bicarbonato
1/2 baccello di vaniglia
In una pentola grande mescolare il latte, lo zucchero, il bicarbonato e i semini del baccello di vaniglia. Mettere sul fuoco a fuoco medio-basso e mescolare ogni tanto. Quando inizia a prendere colore (dopo 30-45 min.) mescolare più spesso con cucchiaio di legno, se il fuoco non è alto, non si attacca. Quando mescolando il dulce si separa e si vede il fondo della pentola il dulce è pronto anche se vi sembra piuttosto liquido. Lasciare raffreddare e versarlo in un barattolo con coperchio. Dopo 1 notte in frigo raggiunge la cremosità giusta.

sabato 21 novembre 2009

Eccomi!


Seguo molti blog, i miei interessi principali sono l'arredamento, la casa e la cucina.
Ho sempre pensato che avere un blog fosse una cosa "per altri", eppure eccomi: sono stata beccata anch'io dal blog e ieri sera, quando marito e figli dormivano già, ho deciso... lo faccio anch'io. Sono alquanto perplessa da questo mio slancio, soprattutto perchè come fotografa lascio molto a desiderare. Sono una perfezionista imperfetta ma mi butto lo stesso.
Sono Argentina di nascita, ho vissuto 25 anni a Buenos Aires,tuttavia ogni anno con mio padre (italiano) e mia madre facevamo un viaggio per trovare i nostri parenti Bresciani e Veronesi, in casa l'italianità c'era nell'area.
Trasferitami in Italia, ho sposato un veneziano dopo qualche anno.
Oggi abito a Padova, amo la mia casa, la mia famiglia, i miei figli Carla e Riccardo da 10 e 6 anni rispettivamente e nel frattempo ho imparato a cucinare qualcosa di più del bife de chorizo argentino.
Inserirò su questo blog le cose che faccio e le ricette che cucino, la mia ricerca quotidiana del bello, che si può trovare semplicemente in una tavola aparecchiata per la colazione della Domenica o una merenda a sorpresa per i miei bimbi, di ritorno da scuola. Non che mi vada sempre tutto liscio eehhh!!
Vi saluto al prossimo post lasciandovi una piccola vista autunnale dal mio terrazzino di casa.
A presto!