lunedì 25 ottobre 2010

Madeleine alla vaniglia

Vi ricordate le madeleines che avete visto con la nocciolata bianca pubblicata tempo fa? non sono queste.
Due tentativi per capire come avere la famosa gobbetta, e alla terza (questa) ho capito.
Dopo consultazioni incrociate tra me, Lucia e Rossella la luce si è fatta e, ciliegina sulla torta, il consiglio della mia amica Barbara che mi ha chiesto: le hai fatte sulla leccarda? si, ho risposto io... e lei: NO, perchè ho notato che scalda troppo l'impasto... ed è vero!
Le prime che ho fatto erano al miele ed erano deliziose, sono piaciute tantissimo ai miei figli (che è tutto dire) e le preferiscono ai brownies, nocciolate varie ecc.
Questa volta ho deciso di farle alla vaniglia e, come sempre l'impasto era morbidissimo e la consistenza perfetta, ma questa volta carissimi è arrivata anche la gobbetta :))
 


3 uova grandi
150 g di burro fuso salato (e portato a temperatura ambiente)
150 g di farina 00 (immagino che si può sostituire con farina di riso per gli intolleranti)
150 g di zucchero
1 stecca di vaniglia
1 cucchiaino di lievito
In un padellino fate sciogliere il burro e ritirate dal fuoco.
Mescolate farina e lievito.
Sbattete le uova con lo zucchero sinoa farle diventare schiumose, aggiungete i semini di un baccello di vaniglia. Incorporate farina e lievito in più volte, direttamente dal settacio mescolando delicatamente , aggiungete il burro fuso e temperato sino ad ottenere un impasto omogeneo.
Lasciare l'impasto coperto di pellicola in frigo tutta la notte.
Scaldare l forno a 230°, riempire gli stampini di SILICONE con un po' d'impasto, non vi preocupate dopo loro prenderanno la forma giusta. Infornare le madeleine per 4-5 min. Abbassare poi la temperatura a 180° e lasciare in forno ancora 5 min. in questi minuti compare la gobbetta. Dovete controllare la doratura che, in teoria dovrebbe avvenire solo ai bordi.
Con questa ricetta a me sono venute 48 madeleine... nella ricetta diceva 16... come dice mia suocera: Patrizia tu fai miracoli!!!
Un abbraccio a tutti, buon inizio settimana.

venerdì 22 ottobre 2010

Fonduta al tartufo semplificata


Eccolo qui, il nostro amato tartufino bianco Albese. Sapore unico e inconfondibile, mi piace molto nel risotto e con le tagliatelle fatte in casa, ma c'è un piatto della tradizione piamontese che, per aprire le danze dei 3 piatti che faremo con questo signore qui, unisce tutto quello che mi piace di più: la fonduta al tartufo alla quale io aggiungo un fondo di patate e servo in cocottine.
La mia ricetta è quindi un po' rivisistata e semplificata. Non serve dire quanto io ami questo tipo di piatti del nord d'Italia. I miei preferiti sono Piemontesi e Trentini oppure Bellunesi, e chiaramente in Autunno-Inverno.
Questi piatti (vi sembrerò sciocca....) hanno un che di molto romantico per me... il freddo, la neve, il fuoco acceso del camino....inizio così a pregustarmi le piccole gioie che mi porterà l'inverno... Intanto preparo mentalmente tutti gli accessori della casa da cambiare, a fine Ottobre i divani e i cuscini cambiano e si vestono per l'occasione, la copertina di cottone da posto a quella invernale, faccio il cambio di candele e dei profumi per la casa e per il letto (ho la mania dei parfum d'oreiller... che devo fare!), per ultimo devo cambiare la carta profumata dei miei casetti, e questo è già più impegnativo...dette queste picolezze passiamo alla sostanza... la ricetta.



E' molto semplice, l'unica cosa e che dovete lasciare in amollo nel latte la fontina a pezzettini, diciamo 4 ore, quindi preparatevi per tempo;)

Per 2 cocottine:
60 g. di fontina valdostana tagliata a cubetti
250 ml di latte
1 cucchiaio di fecola
1 rosso uovo
2 uova intere
1 noce di burro
tartufo bianco
1 patata grande tagliata a fettine sottili
Crostini di pane tostato
Mettere a macerare la fontina nel latte 4 ore (la ricetta originale dice che è meglio lasciarla tutta la notte). In un pentolino scaldare il burro, la fontina e il tuorlo sbattuto e la farina mescolando continuamente a fiamma bassa. Ritirare quando divnta una crema densa.
In una padella passate velocemente le patate in poco olio e coprite in modo che si amorbidiscano un po'. Se preferite potete tagliare a fettine una patata lessa.
Disponete nelle coccotine un fondo con le fettine di patate, versate la crema di formaggio e sopra un uovo crudo, portate sotto il grill del forno per 5 min più o meno, sino a che si rapprende l'uovo.
Togliete dal forno, aspettate 5 min e gratuggiate sopra qualche fettina di tartufo. Accompagnate con dei crostini di pane.


Vi auguro un buon fine settimana:)

martedì 19 ottobre 2010

Brownies cioccolato, cardamomo e pepe rosa


Carissimi, tenetevi forte.
Una nuova ricetta di un libro meraviglioso con un unico tema: il cioccolato.
Ho rispettato la base del impasto quasi alla lettera tranne nello zucchero che ne ho messo un po' meno, ho cambiato solo l'aroma. Mi sono ricordata di certi friandise mangiati alla mostra del cinema di 2 anni fa, realizzati da un grande della cucina. Questi pasticcini al cioccolato sapevano di cardamomo e pepe rosa e mi ricordo che la reazione è stata di stupore e delizia allo stesso tempo.
Ho trovato questa ricetta di brownies un po' innovativa rispetto ai classici che facevo io. Devo dire che il risultato è strepitoso e nonostante li abbia cotti 2-3 minuti in più erano morbidissimi da disfarsi in bocca, naturalmente molto presto farò la versione originale.
Alla fine ho spolverato sopra del cacao amaro di ottima qualità (Venchi).

100 g. di burro salato
250 g. di zucchero di canna (ho messo 200)
75 g. di golden syrup
275 g. di cioccolato fondente 70% a pezzetti
4 uova medie
70 g. di farina (o farina di farro) dico anch'io di kamut....
9 semini di cardamomo pestati in mortaio con 4 bacche di pepe rosa.

Portare il forno a 160°. In un pentolino far sciogliere il burro, lo zucchero e il golden syrup sino ad ottenere un composto omogeneo. Togliete dal fuoco, aggiungete il cioccolato mescolando bene lasciando raffreddare.
Sbattere le uova e aggiungete alla miscela di cioccolato e mescolate, aggingere la farina settacciata e il cardamomo e il pepe. Versate il composto in una teglia rivestita con carta da forno, livellate. Cuocere in forno 20 min. (controllate!).
Lasciar raffreddare, tagliare a quadretti.
Si conserva in scatola chiusa 4 giorni....(e chi ci arriva).

lunedì 18 ottobre 2010

Il giorno rosa per la ricerca e una torta per mia figlia, donna del futuro


 Oggi il mondo della blogosfera si tinge di rosa. E’ il giorno della Campagna Nastro Rosa per la prevenzione del tumore al seno.
Ognuna di noi (io in particolare, su invito di TaniaJ) dovevo creare qualcosa di rosa per aderire all’iniziativa.
Ed ecco qui il mio pan di spagna decorato…di rosa.
Si dà il caso pero, che questa torta non sia una torta qualsiasi.
Questa è la torta di compleanno di mia figlia Carla, una torta tutta rosa che ho fatto per lei con tanto amore e che oggi mi piace che sia la “testimonial rosa” del mio blog dato che la mia bambina è una donna del futuro.
Per lei vada un mio augurio di salute e serenità, con tanti sprizzi di felicità.



Per noi invece, anche se pensiamo di non essere coinvolte o non formare parte di questo discorso, propongo inoltre, anche la prevenzione.
Il LILT ci aiutaJ
In tutto il mondo occidentale, il tumore al seno è il primo tumore femminile per numero di casi e la sua incidenza è in costante aumento.
In Italia si calcola che nel 2010 i nuovi casi di tumore alla mammella saliranno a circa 42 mila.
Sconfiggere la malattia e possibile nella stragrande maggioranza dei casi, grazie soprattutto alla prevenzione.
La Campagna Nastro Rosa propone visite senologiche durante tutto il mese di Ottobre in oltre 390 Punti Prevenzione LILT.


Per conoscere giorni e orari di apertura dell’ambulatorio LILT più vicino telefonare il numero verde LILT 800-998877 o consultare i siti http://www.nastrorosa.it/ o http://www.lilt.it/.
Andate sul sito nastro rosa e inscrivetevi, troverete delle piacevoli sorprese e iniziative, come ad esempio una sessione gratuita di trucco Estèe Lauder.
Ricordate che fu proprio Evelyn Lauder nel 1989 a dare vita a questa iniziativa che oggi è diffusa in tutto il mondo.
Informatevi e partecipate alla campagna di prevenzione!
Un abbraccio a tutte voiJ


mercoledì 13 ottobre 2010

Sarde in saor


Una ricetta dolce, una regionale. Una ricetta dolce....una regionale, sembra che il mio bloghetto prenda questo mood ultimamente!!
Ed è così che oggi vi propongo le mitiche sarde in saor veneziane. Una ricetta che va bene come aperitivo o come secondo.
Questa è la ricetta di mia suocera, veneziana doc.
In ogni caso la ricetta è stata modificata in quanto lei, al posto del aceto bianco mette il vino bianco (sai Patrizia...il risultato è più gentile...).
Mi piacciono davvero tanto e la ricetta è talmente semplice ed il risultato talmente strepitoso che, ogni tanto vale la pena farle.
L'unico lavoro è pulire le sarde. A questo proposito, alcuni veneziani sostengono che la sarda va fatta intera ma, sinceramente non mi piace trovarmi in bocca la colonna vertebrale del nutritivo pesciolino... no no, io preferisco pulirle!
Per dirla tutta queste le ho trovate già pulite il che mi ha permesso di farle in 15 minuti esatti.
Rigardo le cipolle a me piacciono tagliate un po' grandi come vedete nella foto ma  il massimo del piacere arriva quando il deciso sapore della sarda viene dolcemente spezzato dalla tenera uvetta (adoro l'uvetta):))

1Kg di sarde
1/2 Kg di cipolle bianche tagliate a fettine
1 bicchiere di vino bianco (goto, calice, 250 ml.... non si sa, vedete voi, io per questa quantità ho messo 200 ml)
farina q.b.
olio evo q.b.
sale q.b. (io neanche ne metto)
uva passa di corinto, a piacere

Pulite bene le sarde e infarinatele acuratamente. In una padella antiaderente versate poco olio e friggerle da entrambi le parti. Toglierle dalla padella e farle asciugare un po' con carta da cucina. In un'altra padella fate imbiondire a fuoco molto basso le cipolle, aggiungere il vino bianco e continuare a cuocere sin che otterrete una salsa un po' densa. Prima di finire la cotura aggiungete l'uvetta e mescolate bene (se volete potete ammollarle prima in acua tiepido o qualche vinello, anche dolce se vi piace.
In una pirofila disporre  le sarde e sopra la salsa ottenuta e così via.
Qui la ricetta originale dice di lasciar riposare coperte per due giorni in frigo. Sinceramente, le ho sempre mangiate subito....

Besos, a presto:)

venerdì 8 ottobre 2010

Pan di spagna



Penso che il pan di spagna sia uno degli impasti che mi riesce meglio e che amo di più.
Era la torta di casa mia.
Mia mamma, pasticcera divina, riusciva a farle altissime con il suo Kenwood. Ogni volta che le faceva pensavo che somigliassero a quelle torte che vedevo nei cartoni, tipo Tom e Jerry e così, le torte di mia mamma sono state battezzate le torte dei cartoni animati.
La classica torta fatta con il pan di spagna era panna e fragole o panna e ciliegie al maraschino con cioccolato fuso, il risultato,  delizioso!
Chiaramente la torta sbrigativa era il pan di spagna ripieno di dulce de leche e noci, il tutto con un bagno di cioccolato fondente.
Il pan di spagna è una tavolozza bianca sulla quale si può creare la torta che si vuole, a seconda delle diverse farciture
Questa mattina ho fatto questo pan di spagna perchè oggi è il compleanno della mia Carla.
Di seguito è stato amorevolmente decorato e voracemente mangiato... mi sono affrettata a fare la foto per poterlo postare;)
Questa è la ricetta di mia mamma e non mi ha mai tradita.

Vi do delle veloci regole alle quali non potete sottrarvi:
1) Una cosa importante è che in cucina non ci sia umidità nell'aria (cioe, intanto che montate le uova non fatte il minestrone), non esagero, mi è succeso e il mio pan di spagna è risultato alto solo di 2 dita!!
2) le uova devono essere a temperatura ambiente.
3) Per questo tipo d'impasto preferisco non usare lo stampo in silicone, mentre in altre preparazioni è indispensabile, come ad esempio le madeleine, qui no.
4) Anche se avete lo stampo antiaderente, imburratelo e infarinatelo comunque alla perfezione.
5) Montate le uova senza fretta triplicando il volume iniziale, diciamo tra i 15 e i 20 minuti, e comunque, sino a che, sollevando le fruste, l'impasto crea un disegno che rimane diciamo almeno 3-4 secondi.
6) non montate le uova in ciotole di plastica, ottimo il rame, va bene anche acciaio e vetro.
6) Siccome la pasticceria è una questione di chimica, qualche calcolo lo dovete fare: le uova vanno pesate, si sbattono intere con la metà di peso in zucchero e l'aroma a vostro piacimento, un bacello di vaniglia, acqua di rose o di fiori d'arancio, cannella oppure zest di limone o arancia (aggiungete gli aromi alla fine, quando sono già ben montati). Ad operazione ultimata si aggiungono le farine direttamente dal settaccio e poco alla volta. Anche la proporzione delle farine è metà del peso delle uova, di questa metà, ancora metà di farina 00 e metà di maizena.

Si può fare con gran successo anche al cioccolato, ma magari ve lo spiego in un'altro post:)

Ad esempio questo è un pan di spagna di 26 cm diametro, ho usato 6 uova medie, potete usare anche quello di 24 cm ma deborda e poi alla fine si abbassa, diciamo che con 3 uova fate un pan di spagna di 18 cm, con 4 uova, stampo di 20 cm, 5 uova, stampo di 22-24.
6 uova medie=290 gr.
zucchero 145 gr
farina 73 gr
maizena 73 gr
1 bacello di vaniglia

Accendere il forno a 170°, imburrare e infarinare lo stampo scelto, portarlo in frigo.
Pesate le uova, di conseguenza lo zucchero, la farina e la maizena.
Montate uova e zucchero sino a triplicare il volume e avere il "nastro" che disegna (vd. sopra), aggiungete l'aroma scelto (io vaniglia), sbattete ancora un po'.
Versate le farine nel settaccio e pochissimo alla volta incorporate la farina con la spatola, eseguite dei movimenti avvolgenti da giù a su in modo di dare aria. Dopo più o meno 10 settacciate è tutto pronto, prendete lo stampo, versate, eseguite qualche colpetto per livellare e portate in forno, abassate a 160° e cuocete 35-40 min. Quando vi sembra bella dorata e si staccano leggermente i bordi verificate la cottura con uno stecchino. Spegnete il forno e lasciatela ancora dentro per 5-8 min. in modo che si livelli senza cambi bruschi di temperatura. Togliete dal forno, aspettate ancora 10 min. e dopo versate su una gratella per farla raffreddare.
Tagliatelo almeno in 3 stratti, guarnite e decorate a piacere.

Vi auguro un buon fine settimana autunnale, un abbraccio:))

mercoledì 6 ottobre 2010

Sformato di melanzane e ricotta


Non chiamatela parmigiana, non lo è.
So che qualcuno storcerà il naso e, indispettito chiuderà questa pagina.
Portino pazienza i puristi della parmigiana, non pensavo nemmeno di farlo ma è venuta così buono, gustoso e leggero che l'ho vestito bello e ho deciso di fotografarlo.
Semplice e veloce, l'ho fatta in 1/2 ora che più che altro è di forno.
Mi piace molto farla a torrette singole, pero chiaramente si può anche fare in una teglia e tagliarla come meglio pare e piace.
Devo dire che avevo delle melanzane tonde, gustose e "piccantine"  come solo una buona melanzana sa essere!!


Vi dico al volo la ricetta:
Accendete il forno a 200° in forno-ventilazione (cuociono ma rimangono carnose e non si seccano).
Tagliate due grosse melanzane tonde a fette, disponete su una teglia e spennellate su e giù con olio evo, portate in forno 15 min.
Disponete le fette il un'altra teglia di portata, su ogni fetta aggiungete a gusto un po di passata di pomodoro (io ho usato una a pezzetti con peperoncino), sopra un po' di buona ricotta e una spolverata di parmigiano. Iniziate l'operazione nuovamente (io ho fatto 3 strati).
Finite con pomodoro, ricotta a ciuffi in corrispondenza di ogni torretta e grana grattuggiato.
Portate di nuovo in forno per, più o meno 10 min., fino a che si dora la ricotta e si fonde il grana.

Un abbraccio a tutti, a presto:)

domenica 3 ottobre 2010

Nocciolata bianca



Buona sera a tutti:)
E' parecchio tempo che la nocciolata bianca è nella mia lista delle cose da fare, complice mia figlia Carla che l'adora, ma diciamoci la verità, comprarla fuori è improponibile.
Ho modificato la ricetta originale ed ho aggiunto più nocciole, il miglior cioccolato bianco che ho potuto trovare, meno zucchero e meno olio di semi.
Il risultato è davvero buono, una nocciolata che sa di nocciole senza l'invadenza della cioccolata fondente, insomma un'altra cosa.
Ci sono ancora due motivi per i quali l'ho realizzata:
1) volevo fare le madeleine ripiene di questa cremina (non mi vengono ancora perfette),
2) uno dei miei negozi di oggetti per la casa e la cucina , ("Al Centro Tavola" in via del Santo, proprio a 100m di Sant'Antonio), mi ha dato in prestito il mixer Bamix, da provare per una settimana, devo dire ottimo (grazie Andrea).

100 gr di nocciole tostate e senza pelle
200 gr di cioccolato bianco di ottima qualità
70 gr di zucchero
100 ml di latte intero
70 ml di oli di semi (io ho usato mais)

Scaldate leggermente il latte, ritirate dal fuoco e incorporate lo zucchero sciogliendolo il più possibile, raffreddate il latte in frigorifero nuovamente.
Sciogliete a bagno maria il cioccolato bianco e lasciate raffreddare a temperatura ambiente mescolando ogni tanto (anche se è tiepidino va bene lo stesso).
Mettete nel mixer le nocciole e riducetele a crema.
Incorporate il latte e mixate o mescolate con le fruste da impasto (io ho fatto con queste ultime)
Aggiungete il cioccolato bianco e continuate a mescolare omogeneizzando bene gli ingredienti.
Per ultimo, sempre con le frustine, aggiungete l'olio e omogeneizzate perbene il tutto.
Io ho riempito due barattoli di 450 gr.
Conservate in frigo.

Volevo dire grazie a tutte voi che passate di qui con i vostri commenti affettuosi e a tutte le persone che mi scrivono delle mail faccendomi domande e complimenti (il dulce de leche è il primo quesito).
A volte è incredibile sapere che con un niente si possa dare qualcosa di positivo a qualcuno, e allora una si dice che alla fin fine, questo ha un senso... e la cosa mi rende felice:)) grazie!
Vi auguro una buona settimana, a presto!

venerdì 1 ottobre 2010

Books for cooks: fall (in love) collection 2010


Buongiorno a tutti, spero che l'autunno vi riempia di colori, calore e tanta voglia di stare in cucina per -finalmente- fare tutta la lista di ricette che desiderate realizzare.
Il tempo scorre sempre più velocemente e ci vorrebbero giornate di 48 ore...
Ecco una lieta pausa per vedere un po' di libri appena arrivati in libreria:

Petite Fours: piccoli lussi per il palato.
Quanto è carina questa collana di libri! lo stile è alla insegna della indulgenza un po' retrò (trovo il trend molto divertente), in contrasto con il minimalismo fotografico che oggi si trova abbondante, e che comunque mi piace. Le ricette sono davvero golose e ottime per la pausa caffè o per il tè delle 5 (sorry, io lo prendo 16.30...). Questo piacevole libro è diviso in tre capitoli: Come fiori delicati; Ricchi e sofisticati; Vestiti di festa. Non può mancare nelle vostre librerie. 155 pagine. Luxury Books.



Delizie divine (come diventare una dea in cucina): Ecco a voi Nigella, tristemente criticata ultimamente per il suo cibo poco sano messo alla portata di tutti come cattivo esempio, e forse è vero ma, penso che Nigella abbia dato il suo contributo e questo libro che, in effetti è un po' datato, sia un libro semplicemente di torte e dolci in genere suddivisi per categorie in 9 capitoli, uno dedicato al Natale.
Un compendio di torte, biscotti, confetture e chutney, panificazione e lievitati. Oltre alle ricette è di piacevole lettura:) 373 pagine. Luxury Books.


Questi 3 deliziosi libricini formano parte di una nuova collezione di Guido Tommasi Editore e sono libri a tema. Io ho preso:
Madeleines di Lucia Pantaleoni. 33 ricette suddivise in 3 capitoli: Madeleines dolci; madeleines salate e 2 pagine di consigli per i più golosi. Ho già provato la ricetta madeleine al miele ed erano davvero deliziose, soffici e delicate. 64 pagine.
Hamburger di Stefanie Bulteau. Gli hamburger, se siamo a casa, sono in genere, la nostra cena della Domenica. Qui ho trovato tante ricette a sorpresa che mi concederanno un repertorio unico: carne, pollo, pesce o vegetariani... una delizia. 64 pagine.
Spume & piccole mousse di Sylvie Girard-Lagorce. Anche qui ricette a sorpresa che mi permettono di usare, in certi casi, anche il sifone che ormai uso sempre per montare la panna ed averla in frigo 2 giorni come appena fatta. E' diviso in 3 capitoli: Primavera-Estate; Autunno-Inverno e I consigli più golosi.
Una coccola.... anche questo 33 ricette e 64 pagine.

Vi abbraccio e Vi auguro un buon week-end :)