lunedì 28 febbraio 2011

Brownies al dulce de leche



Iniziamo una settimana in dolcezza:)
Sabato sono andata a casa di amici per cena e ho fatto questi brownies.
Il giorno prima di fare i brownies dovrete fare un dulce de leche, magari  con panna (guardate qui la ricetta). La cosa che dovrete modificare alla ricetta è diminuire ad una puntina di cucchiaino il bicarbonato in modo che risulti chiaro e si possa apprezzare un contrasto con il cioccolato fondente.
Finalmente dovrete cuocere in forno coprendo la teglia in modo che il dulce de leche non diventi duro in superficie, (come è successo a me), anche se comunque, all'interno ci saranno delle zone di puro dulce de leche (come potete vedere nella foto sottostante!! :))

Per 2 teglie di 20x30 cm
1 tazza di dulce de leche con solo una puntina di bicarbonato in modo che risulti più chiaro
220 g di cioccolato fondente al 70% di buona qualità
180 g di burro
200 g di zucchero
2 cucchiai di cacao amaro
120 g di farina autolievitante
3 uova grandi
1 pizzico di sale (ho usato fiocchi di cipro)

Accendere il forno a 175°.
Sciogliere a bagnomaria il burro e il cioccolato tagliato a pezzettini piccoli, mescolare bene e lasciare raffeddare a temperatura ambiente.
Settacciare la farina con il cacao.
Sbattere le uova con lo zucchero sino a che diventino chiare aggiungendo il pizzico di sale.
Sbattendo a bassa velocità, aggiungere il cioccolato fuso e mescolare bene.
Aggiungere la farina con il cacao e incorporare mescolando con un cucchiaio di legno.
Imburrare le teglia, versare l'impasto, pareggiare dando qualche colpetto e aggiungere a cucchiaiate, qua e là, il dulce de leche. Una volta fatto, con una piccola spatolina, creare degli arabeschi partendo dai cumuli di dulce de leche ed spostandolo in modo che, disegnando righe curve, raggiunga tutta la superficie formando un disegno.
Non dimenticate i bordi che tendono a cuocere più velocemente rispetto al centro.
Qui conviene cuocere copendo la teglia con la stagnola per non far seccare troppo il dulce in superficie ma, comunque, dentro troverete delle zone di pieno e puro dulce de leche.
Cuocere a 175° per 30-40 min.
Tenete d'occhio la cottura faccendo la prova dello stecchino: quando esce quasi asciuto ma non del tutto, con qualche criciola qua e là, è al punto giusto di cottura.

Vi auguro un buon inizio settimana a tutti voi :))

venerdì 25 febbraio 2011

Tartufi con pistacchi e cardamomo e nuovo look!!!


Buongiorno!!
Eccomi qui con un nuovo look, o cambiato vestitino e mi piace molto:))
La mia designer è la bravissima Sara Bardelli che ha sopportato per quasi 3 mesi le mie richieste (grazie Sara!! :).
Mancano ancora delle piccole cose, soprattutto per quanto riguarda il riempimento delle pagine, ma ci sto' gia lavorando.
Vi lascio degli strepitosi tartufi al cioccolato, pistacchi e cardamomo che sono spariti in un attimo!!


La ricetta la trovate sulla mia rubrica di Donne sul Web e sono certa che vi piacerà un mondo:)
Li trovo favolosi accompagnati da un buon caffè!!
Vi auguri un bellissimo e primaverile fine settimana
Un abbracio a tutti Voi :))

venerdì 18 febbraio 2011

Polpettine di pesce legate con maionese al wasabi


Che facile il soggetto del MTC Challenge di questo mese, veeroooo???
DIFFICILISSIMOOO!!
E che diamine!  non vincerò neanche questa volta! si, si perchè qua siamo tutti molto carini, con le nostre ricettine, la foto, il meraviglioso sorriso di Alessandra, che bello tutto che bello tutto ma, a me, se sono in gara, mi piace vincere ;)))
Sentite, pazienza, queste sono le polpettine di Aroma di Casa-Patricita,  non ce la faccio più a immaginare polpettine, davvero!!
Come vedete queste polpettine sono legate con degli spaghetti cotti: 1 spaghetto di kamut integrale e uno normale. Una volta fritte in olio profondo (ehh si...) gli spaghetti legati diventano piacevolmente croccanti, in contrasto con la morbidezza della polpettine.
Le accompagno con una maionese al wasabi fatta in casa.



Per 12-15 polpettine:
30-35 spaghetti cotti al dente
100 g di salmone pulito e privo di spine
200 g di persico
100 g di gamberi sgusciati
1 porro piccolo, solo la parte bianca
1 cucchiaio di coriandolo fresco trittato molto piccolo a coltello
1 cucchiaio  di zenzero fresco gratuggiato
succo di 1 lime
1 albume
2 cucchiaini di maicena
Sale rosa Himalaya
Sale affumiccato in fiocchi
1 cucchiaio di semi di sesamo bianco
1 cucchiaio di semi di sesamo nero
farina
olio di semi per friggere le polpettine

Passare al mixer il porro e lo zenzero, aggiungere i pesci, il succo di lime, l'albume, la maizena, il sale rosa e quello afumiccato, tritate bene e per ultimo aggiungere il coriandolo. Aggiustare di sale.
Fare delle polpettine un po' allungate, passarle per il sesamo bianco e nero mescolati e poi per la farina.
Avvolgere 2 fili di spaghetti intorno ad ogni polpettina, ripassare per la farina e friggere in olio profondo, prima da una parte e poi dall'altra.
Adagiare su carta da cucina un momento.
Servire con spicchi di lime e maionese al wasabi.

Per la maionese al wasabi:
1 tuorlo
200 ml di olio di semi (quello che preferite)
il succo di 1/2 lime
1 cucchiaino colmo di wasabi (o a piacere, a seconda di quanto piccante la volete)
Sale, se volete (io non lo metto)

In un contenitore piuttosto stretto versare i tuorli e il wasabi e iniziare a montare con le frustine a mano.
Quando comincia a schiarire, iniziare a versare l'olio a filo, poco alla volta, fermandovi ogni tanto ma continuando a sbattere a velocità medio-alta (su 10 fate velocità 6).
Quando avete finito l'olio versate il succo di limone che schiarirà la maionese donando un sentore astringente.

MTC di febbraio
Con questa ricetta partecipo al MTC Challenge di Febbraio:))

Un abbraccio a tutti, vi auguro buon fine settimana


mercoledì 16 febbraio 2011

Trota con le mandorle

















Sono un po' assente ultimamente e me ne dispiaccio.
Al volo vi lascio un piatto dal sapore francese, aromatico e saporito.
È importante usare ingredienti di prima qualità, le trote e le mandorle sprigioneranno il loro tipico sapore conferendo a questa pietanza un sapore particolare e inconfondibile.
Siamo sui classici francesi della cucina, il burro non manca ma, ogni tanto, ce lo possiamo concedere;)
La foto non fa onore alla ricetta ma era impossibile fare una bella foto (ma come diamine si fotografa una trota????).
La ricetta la trovate qui.
Vi abbraccio, a presto:))

lunedì 14 febbraio 2011

Tartufi con amarene Fabbri e pepe rosa
















Oggi è San Valentino e vi confesso che questa giornata non mi ha mai convinta più di tanto.
Credo che l'armonia, l'amore, la passione, il rispetto e tutte le cose che dovrebbero girare intorno a una coppia si costruiscano giorno dopo giorno. La stessa cosa vale per il giorno della mamma, del papà e via dicendo.
Più che altro è il festeggiare compulsivo o, peggio ancora, il cercare di risolvere ogni cosa in queste giornate a tema che mi crea avversione.
Certo che se ci sono le basi di un buon rapporto, festeggiare in una giornata come questa può essere davvero qualcosa di speciale:)
Festejemos entonces!!
Mi sono ricordata per caso che 13 anni fa, il 14 Febbraio, l'allora ancora fidanzato e oggi marito, mi ha regalato il mio tanto amato anello di fidanzamento che è molto di più di un diamante, per molte di noi donne è il coronamento di un romantico sogno e per me è stato così. Pensate che non me lo tolgo mai e pur di non privarmi 2 giorni del mio anello non lo mai nemmeno fatto pulire:DDDD
Dopo i miei cuoricini di panna cotta, che più San Valentino non si può, oggi ho una ricettina che è pura sostanza e poca apparenza: è, come avrete capito una ricetta per il contest delle mie carissime Angela e Chiara Maci, le sorelle in pentola.


Corposi, stravolgenti e inebrianti, dolci ma piccanti, semplici in apparenza ma assolutamente unici e voluttuosi, come l'amore insomma, ecco i miei tartufi:)

350 g di cioccolato fondente 70 % tagliato piccolo
80 g di zucchero muscovado
250 ml di panna fresca
cacao amaro di buona qualità q.b
Amarene Fabbri una trentina tagliate a metà
2 cucchiaini di pepe rosa ben pestato nel mortaio

Raccogliete in un pentolino la panna e lo zucchero, mescolate bene e portate a bollore per un minuto in modo di sciogliere bene lo zucchero. Ritirate dal fuoco e fate intiepidire. Quando il composto raggiunge 60 gradi, aggiungete il cioccolato tritato e mescolate sino ad ottenere un composto liscio e brillante, aggiungete le amarene e il pepe rosa. mescolate bene e portate in frigo coperto per 4-5 ore o meglio tutta la note.
Disponete il cacao in una ciotola e prelevate una piccola quantità di cioccolato e date forma rotonda con il palmo delle mani, passate velocemente nel cacao e fate raffreddare ancora.

Vi abbraccio, buon inizio settimana:)

giovedì 10 febbraio 2011

Cuori di panna cotta con coulis di frutti di bosco


Cosa c'è di più dolce e romantico che offrire un cuore a San Valentino? Il tempo di realizzazione della panna cotta che vi propongo è di soli 10 minuti e risulta veramente diversa se fatta in casa con ingredienti freschi e genuini. Per offrire la panna cotta usate degli stampini in silicone a forma di cuore... I miei hanno addirittura un incavo, anche questo a forma di cuore, che ho riempito con un coulis di frutti rossi, la presentazione sarà da applauso!
Ingredienti:
Per la panna cotta (per 5 cuori belli pieni o per 6 più piccoli):
500 ml di panna fresca
100 g di zucchero
3 fogli di colla di pesce
1 cucchiaino di estratto di vaniglia naturale (non essenza chimica)
Per il coulis di frutti rossi:
200 g di frutti rossi
80 g di zucchero a velo
1 cucchiaino di succo di limone
Preparazione:
Riempire una ciotola con dell'acqua fredda e immergere i fogli di colla di pesce in modo da ammorbidirli. Scaldare la panna e lo zucchero mescolando bene senza che prenda il bollore, aggiungere la colla di pesce strizzata, mescolando bene, in modo che si sciolga uniformemente. Versare negli stampini e lasciare in frigo almeno 4-5 ore.
Per il coulis: frullare i frutti rossi freschi con il cucchiaino di succo di limone, versate la polpa in un pentolino e scaldare aggiungendo e mescolando velocemente lo zucchero. Filtrare con un colino, a me però piace lasciare un po' di polpa e qualche semino qua e là. Lasciare il coulis in frigo sino al momento di utilizzarlo. Due ore prima di cena mettere gli stampini in freezer (sul ripiano, non sul fondo, per non avere sorprese al momento d'impiattare). La panna cotta non si congelerà dato che è fatta di materia grassa, prenderà solo consistenza. Un'ora prima di sedervi a tavola, toglierla dagli stampi, impiattare e lasciarla fuori dal frigo. Al momento di servire versare il coulis tenuto precedentemente in frigo.
Vi auguro, di cuore, un meraviglioso San Valentino, rinnovando possibilmente, queste romantiche atmosfere ogni giorno.

martedì 8 febbraio 2011

Vellutata di topinambur con cialda di pecorino e cioccolato fondente
















Da che ho il libro "Aventure di Cioccolato" di Paul Young ho solo in mente questa vellutata.
Ho già parlato di questo meraviglioso libro dove Paul Young, che non è il cattivone di Desperates ma una specie di Oscar Wilde del cioccolato, si avventuri anche in ricette che vanno oltre i dessert e che io  trovo assolutamente voluttuose.
Stamattina mi sono messa all'opera con una certa paura, insomma questa vellutata ha la panna e il cioccolato bianco, per intenderci!!
Questa volta mi sono sforzata a non cambiare una virgola della ricetta e devo dire che sono stata ripagata.
Il cioccolato e la panna non apesantiscono minimamente la vellutata e danno solo un retrogusto unico, dificile da decifrare (per chi non sa il contenuto). Diciamo che se il retrogusto del topinambur sa leggermente da carciofo e, quindi, impercettibilmente astringente, qui il retrogusto è vellutato e morbidamente, appena dolce, insomma, dovete provare.
La cialda è una grande scoperta, anche qui il cioccolato è un accento data la corposa presenza del sapore del pecorino.
Ve la consiglio! 

Per la vellutata
1 cucchiaio d'olio evo
1 cipolla tagliata a piccoli pezzi
1 porro (solo la parte bianca) anche questo tagliato piccolo
una manciata di foglie di sedano tritate
2 spicchi d'aglio
800 g. di topinambur puliti e tagliati a dadini
2 cucchiaini di sale (io ho usato 1 cucchiaino di Himalaya e uno di fiocchi afumiccati)
1 cucchiaino di pepe nero (ho usato 2 cucchiaini di nero sechuan, rosa e bianco Muntok, da macinino)
1 piccola patata farinosa a cubetti
1 l. di brodo vegetale
75 g di cioccolato bianco
150 ml di panna
1 cucchiaino di foglie di timo

Per le cialde
100 g. di pecorino finemente grattugiato
25 g di chicchi di cacao (non li ho trovati, ho usato cioccolato grat. e messo sopra la cialda una volta tiepida)
100 g. di cioccolato fondente Venezuela al 72% cacao spezzettato (ho usato un fondente 80%)

In una pentola fate appassire nell'olio evo a cipolla, i porri, le foglie di sedano, l'aglio e i topinambur, coprite.
Aggiustare di sale e pepe, aggiungere la patata e coprite con il brodo caldo. Fate bollire 20-30 min.
Frullare con il frullatore ad immersione, passate al setaccio, versare in una pentola pulita e a fuoco basso aggiungere il cioccolato bianco, la panna e le foglie di timo.
Per le cialde, foderate una leccarda con carta da forno e riscaldare il forno a 180°.
Mescolare il pecorino con i chicchi di cacao. Distribuite a cucchiaiate dando la forma che volete (io ho fatto bastoncini). Infornate per 6-8 min. fino a far dorare leffermente il formaggio. Lasciate raffreddare e staccatele delicatamente.
Fate sciogliere il cioccolato a bagnomaria. Spalmate su un lato della cialda questo cioccolato e fate asciugare sulla carta da forno.
Servite la vellutata calda ma non bollente, accompagnandola con le cialde.

giovedì 3 febbraio 2011

La mia giornata a Identità Golose # 2: dessert e video :)


Come promesso, la seconda parte di quello che ho visto a Identità Golose.
E oggi, cari miei,  parliamo di dolci, e che dolci!!
Sono stata da Tatsuya Iwasaki, pasticcere Giapponese del ristorante "Agli Amici" dove lo chef è Emanuele Scarello, conosciuto anni fa alla Mostra del Cinema di Venezia, dove gestiva la cucina del Ristorante organizzato dalla San Pellegrino (ed è stato un pranzo piacevolissimo!!).
Iwasaki ci sorprende in primis con uno strudel, il suo strudel scomposto. Noi aspettavamo qualche dessert un po' fusion che convogliasse Oriente e Occidente. Niente di tutto ciò.
Purtroppo lo strudel non ho potuto assaggiarlo pechè nelle ultime due file non è mai arrivato ma il concetto era questo: un fondo di purea di mele e succo di limone (piuttosto liquido e leggermente acidula) cotte a sottovuoto nel microonde, adagiato sopra un quadrato di sfoglia, pinoli tostati, uveta macerata nella grappa e, piacevole sorpresa, una pallina di gelato alla grappa.
Il secondo dessert invece ha delle reminiscenze da colazione. Apparentemente è un uovo in tegamino con un bastoncino di dorato pane tostato. E qui il senso metaforico giapponese emerge.
Questo piatto è realizzato con un tuorlo d'uovo sbattutto e ricomposto in una semisfera, congelato e vestito di un velo di agar agar aromatizzato al mandarino, questo tuorlo è adagiato su una tenera meringa, un bastoncino di tenero biscotto alle mandorle e gelato al rosmarino.
Un sogno surreale assaggiare quel tuorlo che esplode in bocca e che sicuramente Acquaviva vi spiegherà la procedura meglio di me! (visto Annalena,  non l'ho ancora ben capita!), coccola la meringa tenera e strepitoso il sorbetto al rosmarino:) Un dessert innaspettato:))


Finisco le mie Identità Golose con Marion Lichtle, Pasticciere del ristorante "Il Pagliaccio" di Roma.

Marion inizia spiegando i processi di degustazione dei dessert: a fine pasto siamo praticamente stanchi di mangiare, vorremmo concludere con un buon caffè ma ci abbandoniamo ad un dessert. Questo primo dessert deve essere rinfrescante, deve pulire assolutamente il palato e dare una sferzata di energia. Ecco dunque che arriva la "Granita di limone e zenzero con biscotto al finger lime" Seplicissima la granita eseguibile a casa dato che Marion ha sottolineato che dopo essersi ghiacciata va semplimente rotta con una forchetta. E' una granita altamente astringente che pulisce decisamente il palato faccendo dimenticare qualsiasi cosa noi abbiamo mangiato in precedenza.


Risvegliato il desiderio di mangiare nuovamente, continua Marion, è perfetto il "Semolino caldo, croccante ai pinoli, gelato al miele, clementine e rosmarino.


Qui infatti potete vedere quel tenero quadrattino di semolino che è una gioia sentire in bocca, lievemente dolce e cremoso, profumato in abbinamento perfetto con i pinoli sia tostati sia rivestiti di cioccolato fondente e per dare una punta citrica, 2 spicchi di clementine in salsa di succo di clementine e rosmarino, dal sapore corroborante.
Per finire un "Caramel mou... ciocco menta" dal sapore e dalla consistenza indimenticabile (e che preparerò a casa, sperando di esserne capace, dato che la procedura è particolare ma non difficile;))
Come vedete non l'ho nemmeno fotografato e non ne ho mangiato uno ma... tre!!!

Vi lascio anche un video un po' generale dell'evento e un grazie a tutte le belle persone che ho incontrato (post #1) e a Elisa Pella Magenta, che purtroppo, non ho potuto conoscere di persona.

video

Vi auguro a tutti buon week end!

Panini semidolci all'olio ripieni di prosciutto e formaggio
















Buongiorno!
Aspettavate sicuramente la seconda parte del reportage riguardo Identità Golose, vero?
Domani avrete la seconda parte con tanto di video:))
Oggi vi lascio questa ricettina pubblicata su Donne sul Web (le scadenze vanno rispettate, ehhehh!)
Io adoro i panini semidolci!
Questi con prosciutto cotto e formaggio all'interno sono davvero buonissimi e, diciamo, pronti per la merenda, basta scaldarli leggermente, anche al microonde (a 300 per 1-2 min).
Si possono anche congelare una volta infornati e lasciati raffreddare quindi sono pratticissimi ;)
Naturalmente avete solo bisogno di un po' di tempo per la lievitazione.
Spero vi piacciano!

A domani allora con la seconda parte del reportage!
Buona giornata a tutti voi :))

martedì 1 febbraio 2011

La mia giornata a Identità Golose # 1 :))))

Emozionante, sorprendente, una giornata piena di entusiasmo, passione e divertimento, una vera scoperta!
Confesso che quando ho ricevuto l'invito il mio primo pensiero è stato: maddai, ma cosa vuoi che vada io la!! Poi ci ho pensato e ho detto perchè no? ma, vuoi non andarci? se non ci vai sei matta!
Quindi  intimista come sono, devo dire che se esco, esco. E mi piace divertirmi ;))
E così mi sono organizzata inizialmente per andare Sabato e Domenica, poi qualche organizzazione è fallita e sono riuscita ad andare solo Domenica.
Sono arrivata al MIC alle 10.00 del mattino osservando tutto con grandi occhi e cercando di capire il mood del Congresso.
Dopo la registrazione ho riconosciuto subito quel tesoro di Manuela Viel che era giù per coordinare le nuove blogger mentre su c'era vulcano-Babs che ci aspettava. A tutte e due grazie:))
Subito ho percepito la cosa più bella ed evidente della manifestazione: il fattore umano.
Tutti insieme, giornalisti, chef partecipanti, blogger e pubblico, standisti e quant'altro uniti, e dico uniti, da una passione.
Il fattore umano, che va al di là della competenza e della fama ma mi fermo qui perchè per dissertare su questo argomento ci vorrebbe la mia carissima Acquaviva, compagna di quasi tutta la giornata che ho finalmente avuto il piacere di conoscere.


Proprio con Annalena partecipiamo al primo Convegno, un pezzettino di Fusco per poi schizzare da Alajmo il quale ci ha accolto con una morbida e profumata focaccia zafferano e liquirizia (partendo dai sapori del suo classico risotto) per poi iniziare la preparazione del suo  risotto veneziano all’occhio nero (di gallinella di mare), questo piatto prevede l’utilizzo di ogni parte del calamaro. Le teste dei calamari vengono cotte nel coccio con alghe per circa due ore e poi frullate a crema. A parte vengono cotti gli occhi  e trasformati in una salsa di colore viola chiaro con cui completare il piatto. I calamari puliti vengono invece tagliati a crudo a brunoise e adagiati sopra il risotto.
Estremamente piacevoli, gli Alajmo danno la sensazione dei bravi ragazzi lavoratori ( e non ho dubbi che lo siano).
Ma non è finita li, gli Alajmo presentano un cortometraggio prodotto da loro: Each cook. Il delitto imperfetto che, neanche dirlo, gira intorno alla cucina e agli chef.
Me ne accorgo che assistere ai congressi con gli chef è come avere un corso con loro, impari sempre qualcosa, diciamo più di qualcosa!
Secondo me il bello di partecipare a Identità Golose è proprio partecipare ai Convegni. Ma c'è di più.
Trovo Lydia Capasso ed Edda Onorato, che sapete benissimo chi sono, Cey, la simpaticissima Viz, Ilaria del blog "Ilaria va fuori", il Bressanini, Virginia, Alexandra Asnaghi per la quale nutro una grande ammirazione. Trovo anche Serena Rusnati, quando sto andando via arriva Sabri di Colazione a letto con la quale riusciamoa darci un saluto oltre a quelle due meraviglie delle Maci, che è una gioia averle vicino:))


Dopo un pranzo veloce con una insalatina a base di radicchio, fettine di pera, pinoli tostati e gorgonzola e un bel bicerin in buona compagnia si riparte con i congressi.
Congressi che peraltro sono in contemporane in 3 sale diverse quindi la scelta è davvero ardua.
Decido di andare da Antonello Colonna che preparerà il cacio e pepe. Insoma, non potevo finire in mani migliori!! Perche poi, confesso, io il cacio e pepe non l'ho mai fatto e voglio imparare:)
Ci racconta inizialmente la storia del cacio e pepe e lo prepara proprio come si preparava una volta, praticamente nero di pepe!!!
In seguito iniza a fare questo piatto della tradizione romana "a modo suo".
Colonna procede mantecando la pasta come se fosse un risotto dopo averla fatta bollire per un minuto in acqua non salata e spezzando in 3 parti i bucatini.
Al momento della degustazione assaggio un  cacio e pepe perfettamente ammalgamato, con i bucatini cotti bene al dente, quasi da masticare insieme alla marcata presenza (sapore e profumo) del pecorino romano perfettamente vivacizzato dai 3 pepe macinati al momento. Davvero sublime.

Nella seconda parte vi parlerò dei dolci di Marion Lichtle e di Tetsuya Iwasaki, aggiungerò altre foto e un video:)
Buenas Noches a todos |-))